Convento dei Cappuccini


L’ex Convento dei Cappuccini, ubicato in Salaparuta Vecchia –ricostruito e riadattato dopo il sisma del 1968- è al centro della vita culturale della nuova cittadina.

La Cooperativa Agricola Madonna del Piraino, svolge al suo interno incontri aperti al pubblico, promuovendo attività di prim’ordine nel campo gastronomico e vitivinicolo.




STORIA

La presenza dei Cappuccini a Salaparuta risale all’anno 1726.

Dal punto di vista architettonico, il Convento -orientato in modo tale che le stanze d’estate prendessero meno sole- era di forma cubica (forma che richiamava la Gerusalemme Celeste), con la cisterna dell’acqua, simbolo di grazia, al centro della stanza.


Al primo piano si aprivano tre corridoi lungo i quali erano disposte le celle dei frati; al piano terra, invece, erano ubicati tutti i servizi, cucina compresa.

La Chiesa annessa al convento era dedicata alla Madonna Immacolata; ma il popolo la ribattezzò ben presto col nome di San Francesco, per la presenza –al suo interno- di una statua raffigurante il santo patrono d’Italia.

La Chiesa, oltre all’altare maggiore, disponeva di quattro altari secondari, tre dei quali erano ornati da grandi quadri. Cacciati i religiosi, dapprima il convento venne occupato dai soldati; nel 1867 il Comune chiese ed ottenne che il convento venisse adibito ad ospedale; nel 1872 venne ceduto dal demanio al comune, che nei successivi anni adibì la struttura a scuola e a caserma.

Dopo il sisma del 15 Gennaio del 1968, parte del Convento venne distrutta, ma le strutture portanti furono salvate grazie all’ausilio di apparati radicali che ne determinarono un sufficiente equilibrio statico.

L’area del convento adibita agli appartamenti è stata totalmente ricostruita con l’ausilio di grigliati in acciaio, che richiamano esattamente la facciata originaria.Il chiostro interno, che ha conservato quasi interamente i quattro fronti che lo delimitano, durante la fase di restauro, è stato oggetto di consolidamento delle murature e degli archi del portico.L’area tra la chiesa e la strada, sempre durante la fase di restauro, si è rivelata in una condizione statica generale non in grado di accogliere ulteriori strutture senza modificarne profondamente l’assetto globale, quindi si preferì mantenere il fronte sulla strada così come conservatosi nel tempo.