Origini


SALAPARUTA: due nomi, una storia!

Nel cuore di un territorio abitato nei millenni da Sicani, Elimi, Greci e Romani, sorge Salaparuta; luogo rigoglioso posto su un declivio a 200 metri sul livello del mare, che domina l’intera Valle del Belice.

Il paese –che raccoglie circa 2.000 abitanti- mantiene tuttora le impronte più marcate della dominazione araba, che ha lasciato tracce nelle colture agricole e nella toponomastica.

Salaparuta deve infatti il suo nome all’antica Salah – poi chiamata “Sala degli Arabi”; furono proprio gli Arabi a ritenere questi terreni fertili e ricchi di acqua, luoghi adatti per impiantare colture e giardini, costruire cube, mulini ad acqua, casali (detti rabateddi), ai quali diedero i nomi di Belich, Salah, Taruch.

Rahal al Merath fu il casale nel quale si trasferirono dapprima gli abitanti di Salah, e poi via via anche quelli degli altri casali, dando vita ad una nuova Sala.

Nel 1436, dopo l’acquisto della baronia da parte di Ruggiero Paruta, l’antica Sala degli Arabi, divenne la Sala dei Paruta.


“Monti, boschi, acque”, terre da pascolo procurano a Ruggiero il titolo di barone della Sala, ma fu Geronimo Paruta, nel 1503,  ad avere la facoltà regia di espandere il nuovo abitato; così nel 1507, i Paruta –completata l’espansione- legarono indissolubilmente il proprio nome a quello del territorio.

Dopo secoli, nel 1968, il terremoto. Distruzione e morte  determinarono l’abbandono del vecchio centro urbano e lo spostamento in contrada Cusumano, presso Costa di li cuti, dove sorge la nuova Salaparuta: città moderna, nitida e dinamica, crogiuolo di tradizione e innovazione.